GUIDA ALLE BIRRE ARTIGIANALI NEL MONDO PT 1

in Olio di Balenalast month

Ormai sono molti anni che le birre artigianali sono entrate nel nostro linguaggio comune, ma restano per molte persone un mondo inesplorato.

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Personalmente ho una gran passione e se devo bere alcool di buona fattura preferisco sempre una lattina/bottiglia buona, questo mi evita tutti i problemi digestivi e simili che prodotti classici da supermercato possono portare.
A differenza delle birra commerciali, le artigianali non contengono conservarti, questo ne accorcia notevolmente la durata ma ne esalta l'intensità del sapore in moltissimi modi differenti.

Esistono ormai tantissimi sotto generi di birra artigianale, senza esagerare nelle informazioni voglio dare un piccolo riassunto/glossario di quello che il mercato propone:


(1)

Lager – Birre bassa fermentazione
In questa categoria rientrano tutte le birre che fermentano a temperature basse. Il tipo di lievito utilizzato e di conseguenza anche il tipo di fermentazione – è molto pulito e neutro. Questo vuol dire che il lievito apporterà ben poco all’aroma e al sapore finale della birra, esaltando invece i malti e/o i luppoli scelti. Le birre a bassa fermentazione più famose sono le birre chiare, come le Pilsner e le Helles. Esistono comunque anche diversi stili di birra ambrata o scura anche in questa categoria, come le Marzen e le Bock.

(2)

Ale – Birra a alta fermentazione
Il lievito utilizzato per la produzione di queste birre fermenta a temperature più alte. In questo caso perciò il lievito inizia a influire sull’aroma e il sapore della birra finale. Esistono infatti molti lieviti specifici e caratteristici, che aggiungono note particolari alla birra. Per esempio il lievito Weizen aggiunge note di banana e chiodi di garofano alla birra omonima. Il mondo delle Ale è quindi incredibilmente vasto e vario. Perciò in questo caso, per comprenderci qualcosa in più è necessario scavare più affondo per inquadrare meglio ogni stile.

(3)

Il Lambic invece, è una birra prodotta esclusivamente nella parte meridionale del Belgio, dove si trovano i lieviti indigeni selvatici come Brettanomyces bruxellensis. La fermentazione del Lambic infatti, non avviene tramite l’aggiunta di lieviti come nei due precedenti casi, ma scaturisce grazie al contatto con l’aria e i lieviti in essa presenti.

(4)

American Pale Ale (APA) - Equilibrio e bevibilità sono le due caratteristiche fondamentali dello stile. Infatti, sono leggermente amare ma con un’adeguata presenza di malto a renderle più dolci. L’evidente presenza dei luppoli americani e del Pacifico dona a queste birre profumi agrumati, balsamici e di frutta tropicale. Il corpo medio-leggero, la carbonazione moderata e la media alcolicità (4-6%) rende questo stile uno tra i più beverini. (La carbonazione è il processo con cui si aggiunge anidride carbonica alla birra.)

(5)

India Pale Ale - (IPA)
Quando in birreria si chiede una birra un po’ più amara, il publican (gestore di un pub) non può che servirci uno degli stili in cui il luppolo è usato come se non ci fosse un domani. Caratterizzate da un gusto e un’aroma agrumato ed erbaceo, con un finale secco ed aromatico, hanno una buona carbonazione e una gradazione alcolica moderata (dai 5,5% in su) e sicuramente tra i miei preferiti in assoluto.

(6)

STOUT - Nera, a volte nerissima, la Stout è caratterizzata da un corpo medio e una moderata carbonazione. In generale, possiamo dire che prevalgono l’orzo e il malto tostato sul luppolo, è moderatamente amara, a volte leggermente acida a causa dei grani torrefatti. Presenta gli aromi del caffè, del cioccolato, della liquirizia e ha un corpo pieno e cremoso. La gradazione alcolica va da 4 a 8%.

(7)

SAISON - Altamente carbonate, asciutte e con un’alcolicità media (da 4,5 a 8%). I profumi fruttati dominano l’aroma e il palato, evocando sentori agrumati o floreali. La dolcezza del malto è attenuata dall’amaro del luppolo e dai sentori speziati apportati dal lievito per uno stile che risulta molto rinfrescante, acidulo, abbastanza amaro e secco.

Per ora prenderò in considerazione questi generi più gettonati dal 90% degli appassionati e va fatta una precisazione che riguarda ogni genere di birra in merito alla gradazione, possono esistere birre anche da 15 gradi (%) ed ognuna di queste viene chiamata IMPERIAL, arrivando invece a la gradazione di 7-8% viene chiamata invece DOUBLE, quindi sappiate che ogni volta che queste parole saranno presenti sull'etichetta l'alcool sarà maggiore del normale.

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Prima di condividere alcune delle birre che ho preferito in assoluto in questi anni di bevute, vorrei consigliare una parte (ben piccola) di birrifici in giro per il mondo che reputo dei veri maestri nella creazione di questi prodotti:

Cloudwater - Considerato uno tra i migliori birrifici al mondo, con sede a Manchester dal 2014, prezzi molto elevati ma qualità veramente pazzesca.

Northern Monk Brew - Northern Monk è un birrificio dal 2013 inglese che vuole reinterpretare le birre della tradizione monastica tradizionale con un approccio più moderno alle tecniche e agli ingredienti.

To Øl - Sono figli di un metodo scientifico verso la produzione birraria, amano applicare tecniche e tecnologie moderne ai metodi tradizionali. La loro sede é Copenhagen attivi sul mercato dal 2010 producono birre tendenzialmente molto amare, ma con gusti particolarissimi.

Wylam - Viene fondato da John Boyle e Robin Leighton nel 2000, la sede è un piccolissimo birrificio nella cittadina di Wylam, nel Northumberland. Famoso in tutto il mondo per la produzione soprattutto di fantastiche IPA e Double IPA. Wylam produce in piccolissimi batch, ogni sua birra è esclusiva e spesso unica.

Beerbliotek - Nasce a Gothenburg in Svezia nel 2013, il nome scelto rimanda alla biblioteca ed è esplicativo della filosofia operativa del birrificio. Come quando si va in biblioteca a prenderne solitamente un libro alla volta, loro offrono un solo genere di punta ma buonissimo, lasciando un piccolo spazio a variazioni sul genere di luppolo scelto ogni anno.


Voglio citare in particolare alcuni birrifici italiani che ho conosciuto in questi anni, con una qualità della birra veramente pazzesca, che rendono l'italia uno dei migliori paesi dove bere birra eccezionale.


Birrificio Ritual Lab - Situato alle porte di Roma precisamente nella località di Formello, il birrificio Ritual conosciuto in tutto il mondo produce birre di quasi ogni genere, una gigantesca villa dove il proprietario assieme alla sua famiglia sforna costantemente opere d'arte, birre buonissime vincitrici ormai da anni di moltissimi premi mondiali.

Birrificio MC 77 - Nasce a Serrapetrona (MC) 8 anni fa, da due ragazzi universitari con la passione per la chimica, riescono a creare decine di prodotti unici ed quilibrati, tantissime Neipa ed una vasta scelta di IPA che possono veramente accontentare quasi ogni gusto umano.

Micro birrificio Rebel's - Sempre alle porte di Roma un'altra piccola azienda che ha scalato classifiche su classifiche, le loro produzioni si ispirano principalmente al mondo hop-forward americano e agli stili classici della birra belga in una rivisitazione che segue sempre il loro gusto.

CRAK - Birra dell'anno 2020 per questa magnifica azienda in provincia di Padova, la loro qualità e professionalità lascia veramente a bocca aperta, parliamo di almeno 30 birre differenti, lattina da 440 ml e prezzi davvero contenuti. Sono talmente scrupolosi nella consegna da occuparsene personalmente, ordinare dal loro sito ti garantisce l'arrivo di birre a temperatura di frigorifero per garantirne l'integrità del gusto, fenomenali.


In ultimo voglio consigliare alcune birre personalmente assaggiate, che mi sono rimaste nel cuore per la loro bontà e particolarità:

Not Gulty JUICE IPA 7.5%
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Realizzata con abbondanti quantità di luppolo, scorza di arancia, avena, frumento ed orzo in fiocchi, si presenta d colore dorato e di gusto amaro ma protagoniste sono le note agrumate e fruttate conferite dal luppolo e dall'aggiunta di scorza di arancia, praticamente come bere un bacardi ma mille volte più buono.


Tupamaros Double Ipa 8%
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Tra le mie birre preferite in assoluto se non la mia preferita, sentori agrumati e di frutta tropicale caratterizzano l'odore di questa birra amara ma equilibrata, complessa e persistente. In bocca è secca ed incredibilmente facile da bere nonostante i suoi otto gradi alcolici. Termina con note resinose e balsamiche. Se volete capire cosa che odore e sapore ha una birra luppolata questa è assolutamente la scelta giusta.


WxY Extra Pale New Zealand IPA 7%
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Tra le birre più corpose e saporite che abbia mai bevuto, forti note di mango accompagnano un sapore d'impatto dolce ma con un retrogusto amaro che svela una nota di cocco a chiudere ogni importante sorso di questa prelibatezza.
Frizzantezza abbastanza leggera la rendono una perfetta birra da meditazione, rompendo i canoni delle classiche birre STOUT famose per il forte aroma di caffè, reinventa il senso del sorseggiare una bevanda alcolica lentamente.


Volevo chiudere questa piccola avventura nel mondo della birra artigianale con una bevuta in realtà non molto buona, ma che ha conquistato il mio cuore per l'originalità del nome e dell'aspetto. Perchè il bello di questo mondo non è soltanto la scoperta di infiniti nuovi sapori, ma anche della fantasia che ogni birraio possiede, dei nomi più divertenti mai sentiti o delle grafiche da collezione con tiratura limitata che porteranno chiunque a collezionare latte e bottiglie vuote.
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Un ultimo consiglio che vorrei tutti portassero sempre a mente, quando per la prima volta (e tutti ci siamo passati) scoprirete che queste birre vengono vendute dai 4-5€ in su non spaventatevi, ricordatevi che un vino se lo volete buono ci spendete anche 10€ o più, e che una birra alla spina media dentro un pub l'avete sempre pagata almeno 5€, quindi buona bevuta!